Regione Autonoma della Sardegna
Partner finanziamenti Sportello Appalti

Primo quesito: è legittimo il divieto di partecipare a più lotti di una stesa gara aventi le stesse caratteristiche? Secondo quesito: nel bando viene specificato che il plico deve contenere le tre buste (A,B e C) tutte sigillate e in alternativa l’intera documentazione delle 3 buste può essere consegnata tramite una sola e mai. La previsione è legittima? Come possono garantire la segretezza delle varie componenti dell’offerta?

Primo quesito: è legittimo il divieto di partecipare a più lotti di una stesa gara aventi le stesse caratteristiche?
Secondo quesito: nel bando viene specificato che il plico deve contenere le tre buste (A,B e C) tutte sigillate e in alternativa l’intera documentazione delle 3 buste può essere consegnata tramite una sola e mai. La previsione è legittima? Come possono garantire la segretezza delle varie componenti dell’offerta?

1  Divieto di partecipare a più lotti

Sul punto esistono diversi pareri e diverse pronunzie giurisprudenziali.La stazione appaltante nell’ambito dell’esercizio del potere discrezionale può valutare di favorire la concorrenza ed evitare che un’impresa si aggiudichi tutti i cortometraggi. In particolare trattandosi di una fondazione la stessa ha come scopo anche quello di aiutare le imprese che operano sul mercato. Il problema é come la S.A. esercita il potere discrezionale. In questo caso sarebbe stato più corretto non limitare a  monte la partecipazione ad un solo lotto, non conoscendo in questo momento quanti concorrenti potrebbero ottenere l’aggiudicazione di ciascun lotto. Sarebbe più corretto limitare l’aggiudicazione di un solo lotto.

2 Presentazione domanda via pec

Su questo punto vi é un’evidente violazione del principio di par condicio e segretezza. Dal bando non emergono particolari cautele che consentano di aprire la documentazione solo una volta scaduti i termini e rispettando le diverse fasi della gara. Le offerte potrebbero essere conosciute dalla S.A. anche prima della scadenza del termine. Vi é inoltre una disparità circa le cause di esclusione che si porrebbero solo nell’ipotesi di domanda cartacea.Premesso quanto rilevato credo che la stazione  appaltante le abbia formulate in buona fede e per questo le propongo di sollecitarne immediatamente l’intervento tramite l’invio di una FAQ  così strutturata:

1) In merito al divieto di partecipazione a più lotti  qual é  la motivazione che ha portato la stazione appaltante all’adozione di tale clausola?In ottemperanza al principio di proporzionalità non sarebbe più corretto limitare semplicemente l’aggiudicazione di u solo lotto e non a monte la partecipazione? Questo potrebbe evitare anche che  alcuni lotti possano andare deserti.

2) Con riferimento all’invio della domanda via pec quali sono le garanzie predisposte dalla stazione appaltante ai fini del rispetto del principio di segretezza e par condicio? Teoricamente il contenuto delle domande potrebbe essere conoscibile anche prima della scadenza del termine.

Fai Login o Registrati al sito per votare le tue risposte preferite.

A seguito di aggiudicazione definitiva di gara d’appalto sopra soglia e sottoscrizione del relativo contratto è stato richiesto all’Aggiudicatario il rimborso, ai sensi dell’art. 34, comma 35, della L. 221 del 17/12/2012, delle spese sostenute dall’Amministrazione per l’assolvimento degli obblighi di pubblicazione previsti dal secondo periodo del comma 7 dell’art. 66 D.Lgs. 163/2006. L’aggiudicatario dopo diversi solleciti non ha ancora provveduto al pagamento. Trattandosi di contratto di durata si è pensato di compensare le suddette spese con il pagamento del prossima fattura. Ritiene corretta tale impostazione? Laddove un’impresa extra UE e in particolare norvegese partecipi  a una gara sopra soglia come si procede ai controlli attraverso AVCPass? In caso di affidamento diretto di forniture sotto i € 40.000 a impresa svizzera come si procede ai controlli di legge ex art. 38 del D.Lgs 163/2006 come ad esempio DURC, casellario giudiziario, Agenzia delle Entrate etc.? Che tipo di dichiarazioni vengono richieste? Dichiarazioni sostitutive di certificazione e di notorietà ai sensi del DPR 445/2000? In caso di cauzione definitiva per fornitura sopra i € 40.000 a seguito del completamento della fornitura e della liquidazione della fattura vi è lo svincolo automatico della cauzione?

A seguito di aggiudicazione definitiva di gara d’appalto sopra soglia e sottoscrizione del relativo contratto è stato richiesto all’Aggiudicatario il rimborso, ai sensi dell’art. 34, comma 35, della L. 221 del 17/12/2012, delle spese sostenute dall’Amministrazione per l’assolvimento degli obblighi di pubblicazione previsti dal secondo periodo del comma 7 dell’art. 66 D.Lgs. 163/2006. L’aggiudicatario dopo diversi solleciti non ha ancora provveduto al pagamento. Trattandosi di contratto di durata si è pensato di compensare le suddette spese con il pagamento del prossima fattura. Ritiene corretta tale impostazione?

Laddove un’impresa extra UE e in particolare norvegese partecipi  a una gara sopra soglia come si procede ai controlli attraverso AVCPass? In caso di affidamento diretto di forniture sotto i € 40.000 a impresa svizzera come si procede ai controlli di legge ex art. 38 del D.Lgs 163/2006 come ad esempio DURC, casellario giudiziario, Agenzia delle Entrate etc.? Che tipo di dichiarazioni vengono richieste? Dichiarazioni sostitutive di certificazione e di notorietà ai sensi del DPR 445/2000?

In caso di cauzione definitiva per fornitura sopra i € 40.000 a seguito del completamento della fornitura e della liquidazione della fattura vi è lo svincolo automatico della cauzione?

1) L’esecutore dovrebbe rimborsarVi le spese senza attendersi alcuna compensazione con gli acconti. Anche perché questa eventualità non è prevista dalla norma e, presumo, neanche dal contratto che avete stipulato. Solleciterei, quindi, l’impresa al pagamento immediato delle spese per le pubblicazioni e, solo come estrema ratio, compenserei con lo stato di avanzamento.

2) e 3) Con riferimento alla verifica dei requisiti di ordine generale, l’art. 38 comma 4 del Codice prevede che “Ai fini degli accertamenti relativi alle cause di esclusione di cui al presente articolo, nei confronti di candidati o concorrenti non stabiliti in Italia, le stazioni appaltanti chiedono se del caso ai candidati o ai concorrenti di fornire i necessari documenti probatori, e possono altresì chiedere la cooperazione delle autorità competenti”; e qualora nessun documento o certificato dovesse essere rilasciato da altro stato dell’Unione europea, costituirebbe prova sufficiente: “una dichiarazione giurata”; oppure, in mancanza di tale dichiarazione, “una dichiarazione resa dall’interessato innanzi a un’autorità giudiziaria o amministrativa competente, a un notaio o a un organismo professionale qualificato a riceverla del paese di origine o di provenienza”(Art. 38 comma 5 del Codice). Anche per quanto riguarda la dimostrazione dei requisiti di ordine economico-finanziario e tecnico-professionale, la prova dovrà essere data direttamente dal partecipante e, nell’ipotesi in cui ciò non fosse possibile, si potrebbe applicare l’art. 47 del Codice, il quale stabilisce che agli operatori economici stabiliti negli altri Stati aderenti all’Unione Europea, nonché a quelli stabiliti nei Paesi firmatari di un apposito accordo sugli appalti pubblici, la qualificazione debba essere consentita alle medesime condizioni richieste alle imprese italiane. In particolare le imprese “straniere” si potranno qualificare alla singola gara producendo la documentazione conforme alle normative vigenti nei rispettivi Paesi, idonea a dimostrare il possesso di tutti i requisiti prescritti per la qualificazione e la partecipazione alle gare, fatta salva la possibilità per gli stessi, nel caso in cui alcun documento o certificato fosse rilasciato dallo stato di appartenenza di utilizzare, di dimostrare il possesso dei  requisiti mediante dichiarazione giurata o un suo equipollente, resa davanti agli organi competenti”. Alla luce di quanto sopra ritengo che,  quando entrerà in vigore l’AVCPASS, il concorrente dovrà presentare all’amministrazione la solita dichiarazione ex D.P.R. 445/2000, impegnandosi successivamente ad inserire nella piattaforma i documenti e/o la dichiarazione giurata necessari per dimostrare il possesso dei requisiti. Qualora, invece, i controlli dovessero essere effettuati dalla stazione appaltante, sarà quest’ultima a richiedere i documenti all’impresa e/o a cooperare con lo Stato di appartenenza.

4) Ai sensi dell’Art. 324 “Provvedimenti successivi alla verifica di conformità” del D.P.R. 207/2010 “Successivamente all’emissione del certificato di verifica di conformità, si procede al pagamento del saldo delle prestazioni eseguite e allo svincolo della cauzione prestata dall’esecutore a garanzia del mancato o inesatto adempimento delle obbligazioni dedotte in contratto”. Dalla lettera della suddetta disposizione normativa ritengo che lo svincolo non sia automatico ma sia necessaria una manifestazione di volontà dell’amministrazione. Il legislatore, infatti, quando ha ritenuto opportuno permettere lo svincolo automatico, lo ha previsto espressamente: si veda l’art. 75 del Codice “La garanzia copre la mancata sottoscrizione del contratto per fatto dell’affidatario, ed è svincolata automaticamente al momento della sottoscrizione del contratto medesimo” o l’art. 113 del Codice “ La garanzia fideiussoria di cui al comma 1 è progressivamente svincolata a misura dell’avanzamento dell’esecuzione, nel limite massimo del 80 per cento dell’iniziale importo garantito. Lo svincolo, nei termini e per le entità anzidetti, è automatico, senza necessità di benestare del committente, con la sola condizione della preventiva consegna all’istituto garante, da parte dell’appaltatore o del concessionario, degli stati di avanzamento dei lavori o di analogo documento, in originale o in copia autentica, attestanti l’avvenuta esecuzione”.

Fai Login o Registrati al sito per votare le tue risposte preferite.

Qual è la disciplina del contratto aperto?

Qual è la disciplina del contratto aperto?

Il contratto aperto viene definito dall’articolo 154, comma 2, del d.P.R. 554/1999 e s.m., come il contratto che si riferisce ad un determinato arco di tempo e che prevede, come oggetto, l’esecuzione di lavorazioni che sono singolarmente definite nel loro contenuto prestazionale ed esecutivo ma non nel loro numero. La quantità delle prestazioni da eseguire dipende dalle necessita’ che verranno in evidenza nell’arco di tempo previsto contrattualmente (AVCP Parere 22/06/2011; AVCP Determinazione n.13/2004).

In sostanza l’appaltatore si impegna a mettere a disposizione la propria organizzazione per tutto il tempo contrattuale previsto, senza poter pretendere, tuttavia, che l’amministrazione gli assegni un quantitativo di lavori pari al prezzo di aggiudicazione. La stazione appaltante, infatti, in base al contratto aperto, dovrà ordinare soltanto quei lavori che risulterà necessario eseguire, i quali potranno essere di importo superiore, ma anche inferiore, rispetto a quello complessivo previsto in contratto.

Fai Login o Registrati al sito per votare le tue risposte preferite.

L’Isola in movimento. Intervista e Vincenzo Francesco Perra, responsabile Sportello Appalti Imprese

Il 16 ottobre prossimo prende il via il nuovo Master di Sardegna Ricerche in Management degli approvvigionamenti e degli appalti pubblici (MAAP). Come è nata la decisione di attivare un master su questa tematica? Come si inserisce nel percorso e negli obiettivi dello Sportello Appalti imprese?

Il lavoro che abbiamo fatto in  questi ultimi due anni con lo Sportello Appalti imprese ci ha consentito di avere una fotografia molto chiara dei punti di forza e di debolezza del sistema regionale degli appalti pubblici. Ci siamo in particolare resi conto che occorre lavorare su due fronti:

– il rafforzamento delle competenze di chi opera nella filiera, sia dal lato delle stazioni appaltanti che dei fornitori;
– lo sviluppo di forme di interazione tra domanda e offerta, stimolando il dialogo e l’interazione tra due mondi che prima facevano fatica a parlarsi e che con le innumerevoli iniziative dello Sportello hanno cominciato a dialogare.

Con il Master non solo mettiamo questi due mondi di nuovo insieme, ma li accompagniamo in un percorso comune di consolidamento delle competenze.

Che cosa ha di innovativo questo Master rispetto ad altri che sono stati attivati sul territorio?

Innanzitutto si tratta di un master universitario,  istituito presso il Dipartimento di Studi di Impresa Governo Filosofia dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata che ne rilascerà il relativo titolo accademico. Ed è la prima volta che una struttura pubblica come Sardegna Ricerche promuove un master in appalti pubblici congiuntamente ad un partner universitario prestigioso e con grandi competenze su questa tematica.
Ma la vera novità non sta in questo, ma  nel profilo professionale che vogliamo creare con il Master, cioè una figura che per formazione, approccio ed esperienza multidisciplinare affronta nella propria organizzazione (pubblica o privata) la materia degli acquisti e approvvigionamenti con uno sguardo a 360 gradi, unendo tre tipologie di competenze:

a. competenze giuridico-normative, indispensabili per la gestione dei processi di gara;
b. competenze manageriali, necessarie a gestire progetti complessi e rischi connessi, nel rispetto dei tempi e dei costi previsti in fase contrattuale;
c. competenze organizzative e relazionali, essenziali nella gestione di team di lavoro complessi, che  vedono la partecipazione e il dialogo tra  operatori economici e pubblica amministrazione.

Ciò  significa, nel mondo pubblico, dar vita ad una nuova generazione di buyer pubblici e nel mondo privato, formare persone che, all’interno delle aziende, sanno interagire con le strutture pubbliche conoscendone le regole, le dinamiche, le caratteristiche.

Quindi i contenuti del master non avranno soltanto un taglio tecnico normativo?

Ovviamente la parte normativa è indispensabile però lo scenario del mondo degli appalti è in grande cambiamento e non possiamo non  trattare alcuni temi centrali come: l’etica e il procurement, la centralizzazione degli acquisti, l’aggregazione delle stazioni appaltanti, le tecnologie che sempre di più serviranno a controllare la spesa, gli acquisti verdi, la valutazione dei fornitori, il ciclo della performance. Conoscere la norma è indispensabile ma i responsabili acquisti devono capire che servono anche altre competenze, di carattere economico, organizzativo, manageriale. E non solo: servono forti capacità relazionali e di gestione dei conflitti: ecco perché  dedichiamo le prime due giornate del master al team building e agli strumenti di negoziazione.

L’intero percorso formativo è stato progettato per moduli strettamente interrelati tra loro tanto da creare un unico flusso di informazioni interconnesse che porteranno i discenti a una vera immersione completa in scenari e approcci all’acquisto assolutamente innovativi e al passo con gli standard più virtuosi diffusi a livello internazionale.

Quale si aspetta possa essere l’impatto del master sul sistema delle piccole e medie imprese sarde?

Tutto il lavoro dello Sportello Appalti, incluso il Master, nasce con l’intento di rafforzare la capacità delle imprese del nostro territorio di partecipare alle gare pubbliche e soprattutto di vincere appalti, in Sardegna e fuori dalla Sardegna. Contiamo sul fatto che il Master, insieme alle iniziative di formazione dello Sportello Appalti, insieme alla consulenza e all’affiancamento che stiamo erogando da oltre due anni a più di 2000 soggetti possa contribuire alla realizzazione di questo obiettivo. Ricordiamoci che gli appalti pubblici non sono solo un canale di spesa ma anche un importante volano per attivare l’offerta di un territorio e per spingere verso l’innovazione e il cambiamento di un sistema produttivo che ha pesantemente sofferto la crisi economica nazionale e internazionale e che forse può trovare nel settore pubblico uno strumento di allargamento del mercato e di nuovo business.

Stiamo partecipando ad una gara d’appalto e dalle valutazioni fatte la base d’asta risulta essere troppo bassa con l’impossibilità di coprire i costi del personale. Come si può procedere visto che la gara non è ancora scaduta? Si può chiedere una revisione della base d’asta o l’annullamento del bando?

Stiamo partecipando ad una gara d’appalto e dalle valutazioni fatte la base d’asta risulta essere troppo bassa con l’impossibilità di coprire i costi del personale. Come si può procedere visto che la gara non è ancora scaduta? Si può chiedere una revisione della base d’asta o l’annullamento del bando?

Per la presentazione delle offerte. A tal fine dovete allegare tutta la documentazione utile in vostro possesso al fine di dimostrare quanto affermato.

Fai Login o Registrati al sito per votare le tue risposte preferite.