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Project financing, riforma in arrivo: verso lo stop alla prelazione del promotore

Il Ministero delle Infrastrutture punta a riportare a settembre in Consiglio dei ministri la riforma del project financing, dopo il rinvio avvenuto ad agosto. Il provvedimento potrebbe trovare spazio in un decreto-legge autonomo e ha tra le sue finalità quella di rispondere alle contestazioni provenienti dall’Unione europea.

Uno dei nodi ancora al centro del confronto con il Ministero dell’Economia riguarda il trattamento finanziario delle operazioni di partenariato pubblico-privato. In particolare, restano da effettuare le verifiche previste dai criteri Eurostat per stabilire in quali casi gli investimenti debbano incidere sul bilancio pubblico.

Il principale intervento normativo riguarderà l’articolo 193 del Codice dei contratti pubblici, che disciplina la finanza di progetto. La novità più rilevante sarà l’eliminazione del diritto di prelazione oggi riconosciuto al promotore. Il meccanismo è stato censurato dalla Corte di giustizia dell’Unione europea perché consente a chi presenta per primo un progetto di adeguarsi successivamente alla migliore offerta emersa dalla gara e ottenere comunque l’affidamento, con effetti ritenuti contrari alle regole della concorrenza.

La riforma continuerà comunque a lasciare spazio all’iniziativa degli operatori privati, che potranno proporre concessioni di lavori o servizi anche quando queste non siano già comprese nella programmazione dell’amministrazione. Sarà inoltre possibile presentare una manifestazione di interesse preliminare e chiedere all’ente le informazioni necessarie alla costruzione del progetto.

Qualora l’amministrazione ravvisi un iniziale interesse pubblico, i dati messi a disposizione dell’operatore dovranno diventare accessibili anche agli altri soggetti interessati attraverso la sezione “Amministrazione trasparente”. Il primo esame positivo della proposta, tuttavia, non garantirà più al promotore alcun diritto preferenziale nella successiva procedura di affidamento.

L’ente dovrà infatti mettere le diverse proposte a confronto ricorrendo agli strumenti competitivi previsti dal Codice, tra cui la procedura competitiva con negoziazione o il dialogo competitivo. In quest’ultimo caso dovranno essere concessi almeno 60 giorni per la presentazione delle offerte concorrenti e dovranno essere stabiliti in anticipo criteri di valutazione chiari e non discriminatori.

Per gli operatori che non saranno selezionati è previsto un rimborso che potrà raggiungere il 3% dell’investimento. La compensazione, tuttavia, non sarà automatica né necessariamente uguale per tutti, ma dovrà essere commisurata al contributo concreto e innovativo apportato alla proposta progettuale.

Un altro punto delicato riguarda le procedure già in corso. Secondo l’impostazione delineata, se il bando non è stato ancora pubblicato la gara dovrebbe partire senza diritto di prelazione; se invece è già stato pubblicato, l’amministrazione dovrebbe eliminare la relativa clausola e valutare se concedere nuovi termini per la presentazione delle offerte.

La riforma punta così a mantenere la possibilità per i privati di promuovere nuovi progetti, eliminando al contempo il vantaggio riconosciuto al proponente iniziale e rafforzando il confronto concorrenziale tra gli operatori.

Appalti pubblici, verso un mercato europeo più aperto alle imprese

Gli appalti pubblici hanno un peso considerevole nell’economia dell’Unione europea: il loro valore si avvicina al 14% del Pil. Eppure, nonostante l’esistenza del mercato unico, le imprese continuano a concorrere soprattutto alle procedure bandite nel proprio Paese, mentre la presenza nelle gare degli altri Stati membri resta relativamente contenuta.

La questione è destinata ad assumere ancora maggiore rilievo in vista della revisione delle regole europee sugli appalti alla quale sta lavorando Bruxelles. Sul tema è intervenuto anche uno studio pubblicato dall’Institute for European Policymaking dell’Università Bocconi, che individua alcune delle ragioni che ostacolano una maggiore integrazione del mercato.

Secondo l’analisi, le difficoltà emergono soprattutto nella fase che precede la gara. Le modalità con cui i singoli Stati verificano l’idoneità e i requisiti degli operatori economici non sono infatti uniformi e obbligano spesso le aziende a confrontarsi con procedure amministrative diverse da Paese a Paese.

Per chi vuole concorrere fuori dai propri confini nazionali questo può tradursi in nuovi adempimenti, documenti da ripresentare, controlli già effettuati da ripetere e costi legati anche alle traduzioni e all’interpretazione delle diverse normative. A ciò si aggiungono, in alcune realtà, requisiti che finiscono per favorire chi possiede già un’esperienza professionale maturata nel mercato locale.

Il divario emerge anche dall’esperienza delle imprese. Nel caso di RINA Consulting citato nello studio, in Italia circa quattro gare su dieci hanno esito positivo per la società, mentre negli altri Paesi dell’Unione la proporzione si riduce a circa una su dieci.

La conseguenza è un mercato degli appalti pubblici europei che rimane ancora poco integrato, nonostante le opportunità offerte dal mercato unico.

Per affrontare il problema, gli studiosi propongono l’introduzione di un meccanismo europeo di riconoscimento preventivo delle qualificazioni degli operatori. Le imprese potrebbero così disporre in anticipo di una certificazione utile per accedere alle gare pubbliche negli altri Stati membri.

Una soluzione di questo tipo potrebbe semplificare la partecipazione alle procedure transfrontaliere, limitando la duplicazione degli adempimenti e alcune delle barriere che oggi rendono più complesso concorrere negli altri Paesi dell’Unione.

Un anno di codice: un primo bilancio

L’evento conclusivo dell’annualità dello Sportello Appalti Imprese si è tenuto a Cagliari il 7 maggio, offrendo un’opportunità unica per riflettere sull’impatto e l’efficacia del nuovo codice dei contratti pubblici. Dopo un anno dalla sua entrata in vigore, il codice è ora ben avviato, consentendo agli esperti di tracciare un primo bilancio dei risultati ottenuti.

La riforma è stata progettata per semplificare e migliorare le procedure degli appalti pubblici in Italia. Gli aspetti positivi ma anche le criticità sono stati evidenziati dai relatori, Avv. Francesco Mascia e Cons. Gabriele Serra, che hanno approfondito i temi del soccorso istruttorio, del costo della manodopera , degli affidamenti sotto soglia, ecc.

Le sfide da affrontare sono an ora molte, a partire dalla digitalizzazione degli appalti e dell’ecosistema di e-procurement, che richiede un cambiamento culturale delle stesse centrali di committenza , come ha messo ben in evidenza Riccardo Porcu, direttore di Sardegna CAT. Anche la tutela delle piccole e medie imprese è stata un tema centrale, con molti partecipanti che hanno sottolineato le difficoltà per queste aziende nell’accedere agli appalti pubblici. Inoltre, le nuove soglie per gli affidamenti diretti hanno suscitato dibattiti riguardo al loro impatto sulle imprese e sulle stazioni appaltanti.

L’evento ha visto la partecipazione di esperti illustri, i quali hanno esplorato a fondo queste tematiche, offrendo spunti preziosi per le imprese e le stazioni appaltanti presenti. Il convegno annuale ha fornito un importante momento per discutere idee e proporre soluzioni che potrebbero aiutare a risolvere le criticità esistenti, promuovendo al contempo un sistema di appalti pubblici più efficiente ed equo per tutti i partecipanti.

I dati sul mercato degli appalti, esposti da Annalisa Giachi di Promo PA evidenziano una crescita delle procedure di gara in tutti i settori ma una difficoltà crescente delle imprese sarde ad aggiudicarsi gli appalti della regione.

Sardegna Ricerche prima in Europa per gli appalti innovativi

Cagliari, 21 marzo 2024 – Sardegna Ricerche – l’agenzia per la ricerca e lo sviluppo tecnologico – è stata premiata ieri pomeriggio a Bruxelles durante il summit dell’European innovation council. Unica italiana vincitrice tra i numerosi finalisti, è stata selezionata per la categoria “Innovation procurement iniziative”, il premio per gli enti pubblici e privati nell’ambito dei settori innovativi. I progetti, realizzati con i fondi del Fesr 2014-2020, rappresentano un settore strategico per Sardegna Ricerche e contribuiscono a modernizzare il settore pubblico con soluzioni più efficienti ed economiche. Dagli appalti innovativi, messi in atto dall’ente sardo, sono nati i lampioni intelligenti voluti dal Comune di Monserrato per migliorare il traffico, nonché le barriere smart del Comune di Pula per tutelare la laguna di Nora anche in caso di alluvioni. Sempre con il supporto di Sardegna Ricerche, il Policlinico Universitario di Cagliari sta realizzando un nuovo strumento per la diagnosi precoce del tumore del colon retto e l’Azienda regionale emergenza urgenza Sardegna (Areus) ha completato con successo un appalto di innovazione per guidare gli elicotteri dell’emergenza con nuovi strumenti di assistenza al volo e all’atterraggio in condizioni meteo avverse. Infine, il Comune di Fonni ha potuto realizzare un prototipo di bidone intelligente per ottimizzare la procedura della raccolta differenziata.

“La nostra Agenzia – ha ricordato Maria Assunta Serra, direttore generale di Sardegna Ricerche – è impegnata da decenni nella promozione della ricerca e dell’innovazione con particolare attenzione alle piccole imprese. Per questo motivo, offriamo programmi di finanziamento e supporto per gli appalti di innovazione lanciati dalle pubbliche amministrazioni regionali, per consentire loro di analizzare e soddisfare le proprie esigenze tecnologiche”.

Il premio, consegnato ieri dal Ministro Fiammingo per l’economia e l’innovazione Jo Brouns e dalla Commissaria europea per la Coesione Elisa Ferreira, prevede anche un contributo di 75mila euro. Il progetto per la partecipazione all’EUIPA è stato realizzato con il supporto dell’Ufficio della Regione Sardegna a Bruxelles.

Link utili

European Innovation Procurement Awards (EUIPA) 2023

Sardegna Ricerche

https://www.regione.sardegna.it/notizie/euipa-2023-sardegna-ricerche-e-prima-all-european-innovation-procurement-awards-il-premio-per-gli-enti-pubblici-e-privati-capaci-di-proporre-bandi-innovativi

 

 

Entra in vigore da oggi il Decreto CER

Entra in vigore oggi, 24 gennaio 2024, il Decreto CER pubblicato ieri sul sito del MASE – Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, approvato dalla Commissione Europea e registrato dalla Corte dei Conti. Nei prossimi 30 giorni si attendono le regole operative, sottoposte al vaglio di GSE ed ARERA, che disciplineranno le modalità e le tempistiche di accesso ai fondi.

Gli incentivi previsti dal Decreto percorrono 2 linee di beneficio tra loro cumulabili, un contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi ammissibili, finanziato dal PNRR e rivolto alle comunità i cui impianti sono realizzati nei comuni sotto i cinquemila abitanti e una tariffa incentivante sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa per tutto il territorio nazionale.

Il GSE metterà online entro 45 giorni dall’approvazione delle regole operative i portali attraverso i quali presentare le richieste e sul proprio sito istituzionale i documenti guide informative e uno simulatore per la valutazione economica ed energetica della futura CER.

Dal sito del MASE

Decreto CER.pdf

Ne parleremo il 9 febbraio al

LABORATORIO: COMUNITA’ ENERGETICHE E ACQUISTI DI ENERGIA

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