Regione Autonoma della Sardegna
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Un anno di codice: un primo bilancio

L’evento conclusivo dell’annualità dello Sportello Appalti Imprese si è tenuto a Cagliari il 7 maggio, offrendo un’opportunità unica per riflettere sull’impatto e l’efficacia del nuovo codice dei contratti pubblici. Dopo un anno dalla sua entrata in vigore, il codice è ora ben avviato, consentendo agli esperti di tracciare un primo bilancio dei risultati ottenuti.

La riforma è stata progettata per semplificare e migliorare le procedure degli appalti pubblici in Italia. Gli aspetti positivi ma anche le criticità sono stati evidenziati dai relatori, Avv. Francesco Mascia e Cons. Gabriele Serra, che hanno approfondito i temi del soccorso istruttorio, del costo della manodopera , degli affidamenti sotto soglia, ecc.

Le sfide da affrontare sono an ora molte, a partire dalla digitalizzazione degli appalti e dell’ecosistema di e-procurement, che richiede un cambiamento culturale delle stesse centrali di committenza , come ha messo ben in evidenza Riccardo Porcu, direttore di Sardegna CAT. Anche la tutela delle piccole e medie imprese è stata un tema centrale, con molti partecipanti che hanno sottolineato le difficoltà per queste aziende nell’accedere agli appalti pubblici. Inoltre, le nuove soglie per gli affidamenti diretti hanno suscitato dibattiti riguardo al loro impatto sulle imprese e sulle stazioni appaltanti.

L’evento ha visto la partecipazione di esperti illustri, i quali hanno esplorato a fondo queste tematiche, offrendo spunti preziosi per le imprese e le stazioni appaltanti presenti. Il convegno annuale ha fornito un importante momento per discutere idee e proporre soluzioni che potrebbero aiutare a risolvere le criticità esistenti, promuovendo al contempo un sistema di appalti pubblici più efficiente ed equo per tutti i partecipanti.

I dati sul mercato degli appalti, esposti da Annalisa Giachi di Promo PA evidenziano una crescita delle procedure di gara in tutti i settori ma una difficoltà crescente delle imprese sarde ad aggiudicarsi gli appalti della regione.

Sardegna Ricerche prima in Europa per gli appalti innovativi

Cagliari, 21 marzo 2024 – Sardegna Ricerche – l’agenzia per la ricerca e lo sviluppo tecnologico – è stata premiata ieri pomeriggio a Bruxelles durante il summit dell’European innovation council. Unica italiana vincitrice tra i numerosi finalisti, è stata selezionata per la categoria “Innovation procurement iniziative”, il premio per gli enti pubblici e privati nell’ambito dei settori innovativi. I progetti, realizzati con i fondi del Fesr 2014-2020, rappresentano un settore strategico per Sardegna Ricerche e contribuiscono a modernizzare il settore pubblico con soluzioni più efficienti ed economiche. Dagli appalti innovativi, messi in atto dall’ente sardo, sono nati i lampioni intelligenti voluti dal Comune di Monserrato per migliorare il traffico, nonché le barriere smart del Comune di Pula per tutelare la laguna di Nora anche in caso di alluvioni. Sempre con il supporto di Sardegna Ricerche, il Policlinico Universitario di Cagliari sta realizzando un nuovo strumento per la diagnosi precoce del tumore del colon retto e l’Azienda regionale emergenza urgenza Sardegna (Areus) ha completato con successo un appalto di innovazione per guidare gli elicotteri dell’emergenza con nuovi strumenti di assistenza al volo e all’atterraggio in condizioni meteo avverse. Infine, il Comune di Fonni ha potuto realizzare un prototipo di bidone intelligente per ottimizzare la procedura della raccolta differenziata.

“La nostra Agenzia – ha ricordato Maria Assunta Serra, direttore generale di Sardegna Ricerche – è impegnata da decenni nella promozione della ricerca e dell’innovazione con particolare attenzione alle piccole imprese. Per questo motivo, offriamo programmi di finanziamento e supporto per gli appalti di innovazione lanciati dalle pubbliche amministrazioni regionali, per consentire loro di analizzare e soddisfare le proprie esigenze tecnologiche”.

Il premio, consegnato ieri dal Ministro Fiammingo per l’economia e l’innovazione Jo Brouns e dalla Commissaria europea per la Coesione Elisa Ferreira, prevede anche un contributo di 75mila euro. Il progetto per la partecipazione all’EUIPA è stato realizzato con il supporto dell’Ufficio della Regione Sardegna a Bruxelles.

Link utili

European Innovation Procurement Awards (EUIPA) 2023

Sardegna Ricerche

https://www.regione.sardegna.it/notizie/euipa-2023-sardegna-ricerche-e-prima-all-european-innovation-procurement-awards-il-premio-per-gli-enti-pubblici-e-privati-capaci-di-proporre-bandi-innovativi

 

 

Entra in vigore da oggi il Decreto CER

Entra in vigore oggi, 24 gennaio 2024, il Decreto CER pubblicato ieri sul sito del MASE – Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, approvato dalla Commissione Europea e registrato dalla Corte dei Conti. Nei prossimi 30 giorni si attendono le regole operative, sottoposte al vaglio di GSE ed ARERA, che disciplineranno le modalità e le tempistiche di accesso ai fondi.

Gli incentivi previsti dal Decreto percorrono 2 linee di beneficio tra loro cumulabili, un contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi ammissibili, finanziato dal PNRR e rivolto alle comunità i cui impianti sono realizzati nei comuni sotto i cinquemila abitanti e una tariffa incentivante sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa per tutto il territorio nazionale.

Il GSE metterà online entro 45 giorni dall’approvazione delle regole operative i portali attraverso i quali presentare le richieste e sul proprio sito istituzionale i documenti guide informative e uno simulatore per la valutazione economica ed energetica della futura CER.

Dal sito del MASE

Decreto CER.pdf

Ne parleremo il 9 febbraio al

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Comunità energetiche: a breve le nuove regole per l’accesso ai benefici del Decreto CER

Nel suo intervento durante il question time alla Camera, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha illustrato i dettagli del decreto sulle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), approvato a novembre dalla Commissione Europea. L’obiettivo del Governo è facilitare la partecipazione più ampia possibile alla misura. Le regole includono moduli precompilati per semplificare la presentazione delle domande.

Per raggiungere questo obiettivo, il ministero organizzerà incontri su tutto il territorio nazionale e diffonderà informazioni attraverso i canali social e il sito web del Ministero.

Attualmente, il decreto è in fase di analisi presso la Corte dei Conti, dalla quale si attende a breve una valutazione. Il decreto prevede due linee di intervento. La prima incentiva coloro che si assoceranno a una CER, premiando l’autoconsumo e stabilendo tariffe in base alle fasce di potenza. La seconda prevede l’utilizzo di 2 miliardi e 200 milioni di fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per finanziare a fondo perduto fino al 40% dei costi di realizzazione di nuovi impianti o potenziamento di quelli già esistenti nei comuni con meno di 5000 abitanti.

I beneficiari di questi finanziamenti possono essere piccole e medie imprese, enti locali, condomini, associazioni, cooperative e gruppi di cittadini. La prima fase per la realizzazione di una CER è l’atto di costituzione di un soggetto giuridico con l’obiettivo principale di fornire ai soci e alla comunità benefici ambientali, economici e sociali.

Secondo un parere del MIT Dal 1° gennaio 2024 necessario il ricorso al MEPA anche per affidamenti sotto i 5mila euro

Con il parere del 27 luglio 2023, n. 2196 il Supporto Giuridico del Servizio Contratti Pubblici del MIT ha confermato l’obbligatorietà di utilizzo dei sistemi di negoziazione elettronici come MEPA o equivalenti regionali anche per affidamenti di importo inferiore ai 5.000 Euro.

Nel parere il MIT richiama l’Allegato 1 al nuovo Codice dei Contratti Pubblici nel quale è specificato che sono da ritenersi strumenti telematici ammessi: strumenti di negoziazione, ovvero strumenti di acquisizione che richiedono apertura del confronto competitivo, oppure strumenti di acquisto, ovvero strumenti di acquisizione che non richiedono apertura del confronto competitivo. Restituisce quindi parere negativo rispetto alla prima parte del quesito posto da una stazione appaltante sul fatto che la PEC si possa annoverare tra gli strumenti telematici. Il Ministero precisa inoltre che all’art. 25 del nuovo codice dei contratti è stato previsto l’obbligo dell’utilizzo delle piattaforme di approvvigionamento digitale per svolgere tutte la procedure di affidamento ed esecuzione dei contratti pubblici, quindi da parere negativo anche sulla seconda parte del quesito che specificava che l’importo dell’affidamento fosse inferiore ai 5.000 Euro.