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Comunità energetiche: a breve le nuove regole per l’accesso ai benefici del Decreto CER

Nel suo intervento durante il question time alla Camera, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha illustrato i dettagli del decreto sulle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), approvato a novembre dalla Commissione Europea. L’obiettivo del Governo è facilitare la partecipazione più ampia possibile alla misura. Le regole includono moduli precompilati per semplificare la presentazione delle domande.

Per raggiungere questo obiettivo, il ministero organizzerà incontri su tutto il territorio nazionale e diffonderà informazioni attraverso i canali social e il sito web del Ministero.

Attualmente, il decreto è in fase di analisi presso la Corte dei Conti, dalla quale si attende a breve una valutazione. Il decreto prevede due linee di intervento. La prima incentiva coloro che si assoceranno a una CER, premiando l’autoconsumo e stabilendo tariffe in base alle fasce di potenza. La seconda prevede l’utilizzo di 2 miliardi e 200 milioni di fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per finanziare a fondo perduto fino al 40% dei costi di realizzazione di nuovi impianti o potenziamento di quelli già esistenti nei comuni con meno di 5000 abitanti.

I beneficiari di questi finanziamenti possono essere piccole e medie imprese, enti locali, condomini, associazioni, cooperative e gruppi di cittadini. La prima fase per la realizzazione di una CER è l’atto di costituzione di un soggetto giuridico con l’obiettivo principale di fornire ai soci e alla comunità benefici ambientali, economici e sociali.

Secondo un parere del MIT Dal 1° gennaio 2024 necessario il ricorso al MEPA anche per affidamenti sotto i 5mila euro

Con il parere del 27 luglio 2023, n. 2196 il Supporto Giuridico del Servizio Contratti Pubblici del MIT ha confermato l’obbligatorietà di utilizzo dei sistemi di negoziazione elettronici come MEPA o equivalenti regionali anche per affidamenti di importo inferiore ai 5.000 Euro.

Nel parere il MIT richiama l’Allegato 1 al nuovo Codice dei Contratti Pubblici nel quale è specificato che sono da ritenersi strumenti telematici ammessi: strumenti di negoziazione, ovvero strumenti di acquisizione che richiedono apertura del confronto competitivo, oppure strumenti di acquisto, ovvero strumenti di acquisizione che non richiedono apertura del confronto competitivo. Restituisce quindi parere negativo rispetto alla prima parte del quesito posto da una stazione appaltante sul fatto che la PEC si possa annoverare tra gli strumenti telematici. Il Ministero precisa inoltre che all’art. 25 del nuovo codice dei contratti è stato previsto l’obbligo dell’utilizzo delle piattaforme di approvvigionamento digitale per svolgere tutte la procedure di affidamento ed esecuzione dei contratti pubblici, quindi da parere negativo anche sulla seconda parte del quesito che specificava che l’importo dell’affidamento fosse inferiore ai 5.000 Euro.

Dal 1° gennaio cosa cambia con l’appalto pubblico tutto digitale?

Prevista sia dal PNRR (milestone M1C1-75) che dal Nuovo Codice dei contratti pubblici la digitalizzazione dell’intero processo di appalto costituisce una rivoluzione significativa nella crescita dell’Italia e avrà impatto sia sulla pubblica amministrazione che su imprese e cittadini.

L’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) sta attivamente lavorando per preparare tutte le pubbliche amministrazioni e le imprese affinché possano inserirsi al meglio in questo nuovo contesto, rendendo il processo di appalto più efficace, economico e di alta qualità a vantaggio dei cittadini attraverso l’interconnessione con banche dati e sistemi telematici.

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Formazione specialistica SNA in collaborazione con sportello appalti

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Sardegna Ricerche e Sportello Appalti Imprese hanno avviato una collaborazione con la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione nell’ambito delle iniziative di formazione specialistica organizzate dalla Scuola per il personale delle stazioni appaltanti e focalizzate sulle novità del nuovo codice dei contratti pubblici (D.Lgs. n. 36/2023).
L’iniziativa si inserisce nella “Strategia professionalizzante e piani di formazione in tema di appalti pubblici”, adottata dalla Cabina di regia istituita ai sensi dell’art.212 del vecchio codice appalti e rivolta agli operatori nella filiera degli appalti pubblici .

La partecipazione è a titolo gratuito, si svolgerà in modalità blended, con lezioni online e in presenza, e ai partecipanti verrà dato modo di accedere e consultare i materiali didattici tramite piattaforma digitale dedicata.
Le giornate in presenza si svolgeranno a Cagliari il 4 e il 5 dicembre presso la Sala Anfiteatro in Via Roma.
Le giornata online inizieranno il 20 novembre.

Scarica il programma

Modalità di iscrizione:
Accedi o registrati alla piattaforma SNA tramite il link https://paf.sna.gov.it/login.html?cid=2930&eid=6073
Iscriviti al percorso tramite seguente link: https://paf.sna.gov.it/scheda_corso.html?cid=2930

Enea: bando da 1 milione di euro per finanziare progetti con le imprese

L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) ha lanciato un bando da oltre 1 milione di euro per finanziare progetti di proof of concept (PoC) in collaborazione con le imprese. Questo programma mira a ridurre la distanza tra la ricerca scientifica e l’applicazione industriale, sostenendo l’innovazione nel settore produttivo. Le aziende interessate, con progetti che rientrino nelle 34 proposte tecnologiche individuate dall’Agenzia, hanno tempo fino al 12 dicembre 2023 per presentare le proprie candidature. Le modalità di partecipazione sono descritte al link Finanziamenti per progetti di R&S – Proof of Concept Program.

Il finanziamento rappresenta la prima tranche di un investimento complessivo di 5 milioni di euro previsti da ENEA nel triennio 2023-2025 per il programma PoC. Questo stanziamento si aggiunge a ulteriori 500 mila euro messi a disposizione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell’ambito del PNRR.

I settori applicativi potenziali coprono una vasta gamma, tra cui chimica e farmaceutica, economia circolare, produzione di energia, efficienza energetica, agrofood e soluzioni tecnologiche innovative per aerospazio, automazione dei processi produttivi, beni culturali e smart communities.

Le imprese che parteciperanno al finanziamento dei progetti riceveranno un diritto di opzione gratuito sulla licenza esclusiva del brevetto sviluppato.