Regione Autonoma della Sardegna
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RUP – Responsabile Unico del Procedimento

L’art. 31 del Dlgs. 50/2016 stabilisce che per ogni singola procedura di appalto  le stazioni appaltanti individuano un responsabile unico del procedimento (RUP) per le fasi della programmazione, della progettazione, dell’affidamento, dell’esecuzione. Le stazioni appaltanti che ricorrono ai sistemi di acquisto e di negoziazione delle centrali di committenza nominano, per ciascuno dei detti acquisti, un responsabile del procedimento che assume specificamente, in ordine al singolo acquisto, il ruolo e le funzioni di cui al presente articolo. Il RUP è nominato con atto formale del soggetto responsabile dell’unità organizzativa, che deve essere di livello apicale, tra i dipendenti di ruolo addetti all’unità medesima, dotati del necessario livello di inquadramento giuridico in relazione alla struttura della pubblica amministrazione e di competenze professionali adeguate in relazione ai compiti per cui è nominato; la sostituzione del RUP individuato nella programmazione di cui all’articolo 21, comma 1, non comporta modifiche alla stessa. Laddove sia accertata la carenza nell’organico della suddetta unità organizzativa, il RUP è nominato tra gli altri dipendenti in servizio. L’ufficio di responsabile unico del procedimento è obbligatorio e non può essere rifiutato.

RAGGRUPPAMENTO TEMPORANEO DI IMPRESA

l raggruppamento temporaneo di imprese (RTI), anche noto con l’acronimo ATI (associazione temporanea di imprese), è l’istituto mediante il quale un’impresa, che non dispone in misura sufficiente dei requisiti tecnici e/o economici necessari per partecipare ad una determinata gara d’appalto, si associa ad altre imprese per incrementare i propri requisiti di qualificazione, in vista della partecipazione alla specifica gara.

In tal modo il RTI consente anche alle imprese di piccole dimensioni la  partecipazione alle procedure di gara e, nel contempo, garantisce alle Amministrazioni appaltanti la selezione della migliore offerta nei confronti di una platea più numerosa di concorrenti.

QUINTO D’OBBLIGO

La stazione appaltante, qualora in corso di esecuzione si renda necessario una aumento o una diminuzione delle prestazioni fino a concorrenza del quinto dell’importo del contratto, può imporre all’appaltatore l’esecuzione alle stesse condizioni previste nel contratto originario. In tal caso l’appaltatore non può far valere il diritto alla risoluzione del contratto.

Partenariato pubblico privato

Insieme concettuale e non giuridico che racchiude tutte le forme di cooperazione tra soggetti pubblici e soggetti privati al fine di realizzare interventi pubblici o di pubblica utilità. Il concetto di partenariato pubblico privato, pertanto, racchiude e comprende anche forme di project financing, ma anche forme differenti di collaborazione tra pubblico e privato. Il Libro Verde relativo ai partenariato pubblico privati ed al diritto comunitario degli appalti pubblici e delle concessioni, presentato dalla Commissione Europea il 30 aprile 2004 distingue due sottocategorie di partenariato:

  1. partenariato contrattuale, instaurato su legami in cui i contratti tra le parti sono a prestazioni corrispettive di tipo sinallagmatico, dove obbligazioni e rischi sono allocati tra le diverse parti contrattuali. Alcuni esempi ne sono le concessioni di lavori pubblici , le concessioni di servizi ma anche i contratti di sponsorizzazione, i contratti di leasing nelle varie forme, etc;
  2. partenariato istituzionale, instaurato su legami contrattuali con comunione di scopo tra le parti, dove si forma un soggetto terzo soggetto dotato di differente personalità giuridica, un esempio ne sono le società miste.

Piano economico-finanziario

Documento che esplicita le condizioni che determinano due peculiari equilibri del progetto che dover essere finanziato in una operazione di project financing tra di loro fortemente connessi: l’equilibrio economico e l’equilibrio finanziario, in riferimento al tempo ed alla gestione di un intervento pubblico. Il piano economico-finanziario è il principale strumento per valutare la redditività di un progetto ed a sua volta la redditività è il primo elemento per valutare la necessità di immissione di denaro pubblico nel progetto in veste di prezzo e l’entità delle singole tariffe da richiedere ai cittadini. Il piano economico-finanziario è uno strumento di pianificazione strategica e di valutazione e analisi di reddituale necessario per assumere decisioni di investimento e indebitamento andando ad enucleare la capacità di reddito dei una determinata attività ed i fabbisogni finanziari per l’implementazione del progetto. Il piano economico-finanziario si sostanzia in un sistema di conti tra di loro dipendenti che permettono di individuare la convenienza economica e la stabilità finanziaria dello stesso. Il piano economico finanziario è uno strumento nel quale immettendo alcuni dati riesce a rendere una sintetica immagine economica e finanziaria delle attività future in relazione ad un conto economico previsionale e uno stato patrimoniale previsionale.