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Entra in vigore da oggi il Decreto CER

Entra in vigore oggi, 24 gennaio 2024, il Decreto CER pubblicato ieri sul sito del MASE – Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, approvato dalla Commissione Europea e registrato dalla Corte dei Conti. Nei prossimi 30 giorni si attendono le regole operative, sottoposte al vaglio di GSE ed ARERA, che disciplineranno le modalità e le tempistiche di accesso ai fondi.

Gli incentivi previsti dal Decreto percorrono 2 linee di beneficio tra loro cumulabili, un contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi ammissibili, finanziato dal PNRR e rivolto alle comunità i cui impianti sono realizzati nei comuni sotto i cinquemila abitanti e una tariffa incentivante sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa per tutto il territorio nazionale.

Il GSE metterà online entro 45 giorni dall’approvazione delle regole operative i portali attraverso i quali presentare le richieste e sul proprio sito istituzionale i documenti guide informative e uno simulatore per la valutazione economica ed energetica della futura CER.

Dal sito del MASE

Decreto CER.pdf

Ne parleremo il 9 febbraio al

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Il PNRR degli stati esteri, occasioni per le imprese sarde

Nei 21 piani nazionali di ripresa e resilienza varati dai Paesi Europei  in attuazione del Next Generation Eu per complessivi 254,7 miliardi di euro, le imprese sarde avranno  la possibilità di intercettare straordinarie opportunità di lavoro e promozione dall’estero.

Con la collaborazione delle ambasciate, il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale sta predisponendo una guida ai 26 piani, 21 già approvati dalla Comunità Europea, 5 ancora in attesa, che sarà disponibile a breve, in cui si dettaglieranno i piani evidenziando le possibilità di sviluppo verso l’estero per le imprese italiane.

Le maggiori opportunità saranno sicuramente legate alla transizione ecologica: efficientamento energetico nell’edilizia, la decarbonizzazione dell’industria, la mobilità sostenibile, da non sottovalutare però anche i fondi destinati alla transazione digitale e alla cybersecurity e alla modernizzazione dei sistemi sanitari.

Di seguito alcune indicazioni sui vari Stati:

Spagna (69,5 miliardi)

Il piano spagnolo ha durata triennale ed incentrato su transizione verde, alla quale sono destinati circa il 40% dei fondi e transizione digitale circa il 29%. Settori di interesse per le imprese italiane riguardano soprattutto le imprese già presenti in Spagna: lo sviluppo dell’idrogeno rinnovabile, la moblilità e il sistema sanitario.

Romania (29,2 miliardi)

La Romania basa il suo piano su 6 pilastri: transizione verde, trasformazione digitale, sostenibilità e inclusione sociale, coesione sociale e territoriale, sanità ed educazione. Ammodernamento delle linee ferroviarie, realizzazione di numerose tratte autostradali, realizzazione di strutture ospedaliere sono alcune delle opportunità anche per le nostre imprese. Maggiori informazioni sul sito https://proiecte.pnrr.gov.ro/#/home .

Francia (39,4 miliardi)

I fondi del Next Generation Europe si integrano nel programma “France Relance” da 100 miliardi. Possibili ambiti di interesse per le imprese italiane sono l’efficientamento energetico nell’edilizia, la decarbonizzazione dell’industria, la mobilità sostenibile. Il governo francese ha creato un sito web rivolto sia alle imprese che ai cittadini (https://www.economie.gouv.fr/plan-de-relance#) dove è possibile consultare il piano e reperire le informazioni di ogni ambito di sviluppo.

Germania (25,6 miliardi)

La Germania ha assegnato il finanziamento più alto alla mobilità sostenibile 5,4 miliardi. Sostanzialmente i fondi si suddividono in 2 aree di intervento: 52% alla transizione digitale, 42% alla transizione verde. Le opportunità saranno per le imprese italiane più strutturate con esperienza in progettazione europea e con sedi sul territorio tedesco.

Portogallo (16,6 miliardi)

3 le aree d’intervento identificate dal governo Portoghese: resilienza del sistema economico e sociale, transizione climatica e transizione digitale. Per il coordinamento e l’esecuzione del piano è stata istituita Recuperar Portugal” una struttura adhoc del Ministero della Pianificazione; attraverso il portale dedicato https://recuperarportugal.gov.pt è possibile recuperare le informazioni e presentare le candidature. Opportunità interessanti per le nostre imprese nella trasizione climatica, la bioeconomia e la mobilità sostenibile.

Grecia (30,5 miliardi)

“Grece 2.0” è il nome del piano greco, la maggioranza dei progetti sarà gestita tramite gara pubblica e ne verrà data pubblicità sul sito creato appositamente https://greece20.gov.gr/en, insieme alle principali notizie riguardanti il piano di investimenti. Il miglioramento della connettività del paese, l’accellerazione della digitalizzazione che prevede anche opere infrastruturali, la diversificazione energetica sono i possibili ambiti dove le nostre aziende possono trovare opportunità.

IL PNRR PER IL RILANCIO DEI BORGHI: LA SARDEGNA SCEGLIE IL COMUNE DI ULASSAI

La linea A del Piano Nazionale Borghi (Mission 1, Componente 3 del PNRR) prevede la selezione per ciascuna Regione e Provincia autonoma di un borgo in stato di abbandono – comprovato dalla presenza di un massimo di 300 unità abitative – al fine di eseguire un progetto di rigenerazione sociale e culturale dalla dotazione di 20 milioni/EUR.

La Regione Sardegna ha scelto la  proposta del Comune di Ulassai, denominata “Dove la natura incontra l’arte”, che vede l’opera dell’artista Maria Lai come filo conduttore e propone il Ulassai e il suo territorio come modello internazionale di comunità sostenibile fondato sul patrimonio dell’arte, dell’ambiente, dell’identità e della qualità delle relazioni sociali. La proposta si articola  in 38 iniziative che prevedono interventi materiali e immateriali, nei settori del turismo, della mobilità sostenibile, dello sport, della cultura e del marketing territoriale. L’obiettivo strategico è quello di utilizzare la leva dell’innovazione per trasformare Ulassai in una smart community. Diversi interventi sono poi dedicati alle fasce giovanili e al sostegno alle famiglie, intervenendo sulle scuole e sull’offerta educativa.
L’intero progetto prevede un ampio processo partecipativo, con l’attivazione di laboratori,  living labs e la co-progettazione partecipativa delle iniziative di rigenerazione urbana.

Al  borgo andrà un tesoretto di 20 milioni di euro che, per poter essere utilizzati in modo efficace ed efficiente, richiederanno una grande capacità di utilizzare la leva degli appalti pubblici.

Protocollo d’intesa per l’attuazione del sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza e ulteriori profili di collaborazione tra la presidenza del consiglio e l’Autorità nazionale anticorruzione

L’articolo 38 del codice dei contratti pubblici, rubricato “Qualificazione delle stazioni appaltanti e centrali di committenza”, prevede l’istituzione, presso l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), di un apposito elenco delle stazioni appaltanti qualificate di cui fanno parte anche le centrali di committenza.

Sono iscritti di diritto nell’elenco l’ANAC, il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (MIMS), compresi i Provveditorati interregionali per le opere pubbliche, CONSIP S.p.a., INVITALIA – Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.a., nonché i soggetti aggregatori regionali.

Per l’iscrizione all’elenco di tutte le altre stazioni appaltanti e centrali di committenza si doveva procedere alla definizione dei requisiti tecnico organizzativi tramite decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottarsi su proposta del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (MIMS) e del Ministero dell’economia e delle finanze (MEF), di concerto con il Ministro per la semplificazione della pubblica amministrazione, di intesa con la Conferenza Unificata e sentita l’Anac. Tale decreto non è mai stato adottato a causa del mancato raggiungimento dell’intesa in sede di Conferenza unificata.

Il PNRR si propone di affrontare nuovamente il problema della qualificazione delle stazioni appaltanti. In particolare, è stata inserita nel Piano la riforma della riforma della disciplina dei contratti pubblici, che guarda in particolare alla qualificazione e riduzione del numero delle stazioni appaltanti.

I lavori per l’approvazione della riforma sono già iniziati; è al momento in discussione al senato la legge “Delega al Governo in materia di contratti pubblici” (n. 2330 AS), che prevede, tra gli obiettivi, quello di “ridefinire e rafforzare la disciplina in materia di qualificazione delle stazioni appaltanti, con una loro riduzione numerica, anche tramite l’introduzione di incentivi all’utilizzo delle centrali di committenza e delle stazioni appaltanti ausiliarie per l’espletamento delle gare pubbliche, e potenziare la qualificazione e la specializzazione del personale operante nelle stazioni appaltanti (comma 2, lettera b))” e, tra i criteri di delega, quello di cui all’art. 1, lett. B), ove si prevede la “ridefinizione e rafforzamento della disciplina in materia di qualificazione delle stazioni appaltanti, al fine di conseguire la loro riduzione numerica, nonché l’accorpamento e la riorganizzazione delle stesse, anche mediante l’introduzione di incentivi all’utilizzo delle centrali di committenza e delle stazioni appaltanti ausiliarie per l’espletamento delle gare pubbliche; potenziamento della qualificazione e della specializzazione del personale operante nelle stazioni appaltanti”.

Infine, il decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77 – Governance del PNRR e semplificazioni – ha già attuato una consistente opera di semplificazione relativa agli appalti finanziati con le risorse del PNRR, con particolare riferimento ai Comuni. Infatti, l’articolo 52 del DL77/2021 prevede che per le procedure afferenti alle opere PNRR e PNC, i comuni non capoluogo di provincia procedono all’acquisizione di forniture, servizi e lavori – oltre che secondo le modalità indicate dall’art. 37, comma 4, del D.L. 32/2019 – anche attraverso le unioni di comuni, le province, le città metropolitane e i comuni capoluoghi di province.

Il protocollo ha quindi come finalità quella di procedere rapidamente alla definizione dei requisiti per l’iscrizione all’elenco delle stazioni qualificate delle stazioni appaltanti e centrali di committenza che non vi appartengono di diritto.

All’articolo 3, il Protocollo specifica che: a) l’oggetto della qualificazione è il complesso delle attività che caratterizzano l’intero ciclo di acquisizione di un bene, servizio o lavoro; b) la qualificazione  può riguardare uno o entrambi i seguenti ambiti: 1) capacità di progettazione delle gare e di affidamento; 2) capacità di verifica sull’esecuzione e controllo dell’intera procedura.

Inoltre, all’articolo 4, il Protocollo definisce i requisiti tecnico qualitativi e quantitativi della qualificazione:

  1. strutture organizzative stabili deputate agli ambiti di cui all’articolo 3;
  2. presenza nella struttura organizzativa di dipendenti aventi specifiche competenze in rapporto alle attività di cui all’articolo 3;
  3. sistema di formazione e aggiornamento del personale, anche in attuazione della “Strategia professionalizzante e piani di formazione in tema di appalti pubblici” adottata dalla Cabina di regia di cui all’articolo 212 del codice;
  4. numero di gare svolte per i vari livelli di qualifica nel quinquennio con indicazione di tipologia, importo e complessità, numero di varianti approvate, verifica sullo scostamento tra gli importi posti a base di gara e consuntivo delle spese sostenute, rispetto dei tempi di esecuzione delle procedure di affidamento, di aggiudicazione e di collaudo;
  5. rispetto dei tempi previsti per i pagamenti di imprese e fornitori come stabilito dalla vigente normativa ovvero il rispetto dei tempi previsti per i pagamenti di imprese e fornitori, secondo gli indici di tempestività indicati dal decreto adottato in attuazione dell’articolo 33 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33;
  6. assolvimento degli obblighi di comunicazione dei dati sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture che alimentano gli archivi detenuti o gestiti dall’Autorità, come individuati dalla stessa Autorità ai sensi dell’articolo 213, comma 9;
  7. per i lavori, adempimento a quanto previsto dagli articoli 1 e 2 del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229, in materia di procedure di monitoraggio sullo stato di attuazione delle opere pubbliche, di verifica dell’utilizzo dei finanziamenti nei tempi previsti e costituzione del Fondo opere e del Fondo progetti, e dall’articolo 29, comma 3, del codice;
  8. disponibilità di piattaforme telematiche nella gestione di procedure di gara.

All’articolo 5 del Protocollo si definiscono anche 4 requisiti premianti della qualificazione:

  1. valutazione positiva dell’ANAC in ordine all’attuazione di misure di prevenzione dei rischi di corruzione e promozione della legalità;
  2. presenza di sistemi di gestione della qualità conformi alla norma UNI EN ISO 9001 degli uffici e dei procedimenti di gara, certificati da organismi accreditati per lo specifico scopo ai sensi del regolamento CE 765/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio;
  3. livello di soccombenza nel contenzioso;
  4. applicazione di criteri di sostenibilità ambientale e sociale nell’attività di progettazione e affidamento.

Infine, all’articolo 6, il Protocollo stabilisce che entro il 31 marzo 2022, l’ANAC adotterà le linee guida che individuano le modalità operative per l’attuazione – anche a fasi progressive – del sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza da porre alla base del nuovo sistema di qualificazione che sarà reso operativo al momento della entrata in vigore della riforma della disciplina dei contratti pubblici.
Le linee guida forniranno alle amministrazioni interessate le modalità di richiesta alle stazioni appaltanti dei dati non presenti nella Banca Dati nazionale dei Contratti Pubblici, nonché le indicazioni operative, anche tramite check list, sulle attività da svolgere per la verifica di sussistenza dei requisiti di qualificazione, al fine di consentire alle stazioni appaltanti e alle centrali di committenza di prepararsi in anticipo rispetto all’entrata in vigore della riforma della disciplina dei contratti pubblici.

Lo sportello appalti imprese per il PNRR

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PNRR: COSA SIGNIFICA PER LA SARDEGNA

PNRR: COSA SIGNIFICA PER LA SARDEGNA

Il Progetto è cantierabile
entro il 2023?
Può essere rendicontato
entro il 2026?

Il progetto ha una
dimensione sovra-locale?
E’ connesso ad un disegno
complessivo di sviluppo
del territorio?

Il progetto è coerente con
l’approccio e la filosofia
del PNRR?
A quale Missione e
componente fa riferimento?

Il progetto è fattibile
tecnicamente?
Esiste una progettazione
preliminare?

COSA FA LO SPORTELLO APPALTI IMPRESE PER SOSTENERE LE PA E LE IMPRESE NEL VINCERE LA SFIDA DEL PNRR

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