Regione Autonoma della Sardegna
Partner finanziamenti Sportello Appalti

Appalti pubblici, verso un mercato europeo più aperto alle imprese

Home 9 Agenda 9 Notizie 9 Appalti pubblici, verso un mercato europeo più aperto alle imprese

Gli appalti pubblici hanno un peso considerevole nell’economia dell’Unione europea: il loro valore si avvicina al 14% del Pil. Eppure, nonostante l’esistenza del mercato unico, le imprese continuano a concorrere soprattutto alle procedure bandite nel proprio Paese, mentre la presenza nelle gare degli altri Stati membri resta relativamente contenuta.

La questione è destinata ad assumere ancora maggiore rilievo in vista della revisione delle regole europee sugli appalti alla quale sta lavorando Bruxelles. Sul tema è intervenuto anche uno studio pubblicato dall’Institute for European Policymaking dell’Università Bocconi, che individua alcune delle ragioni che ostacolano una maggiore integrazione del mercato.

Secondo l’analisi, le difficoltà emergono soprattutto nella fase che precede la gara. Le modalità con cui i singoli Stati verificano l’idoneità e i requisiti degli operatori economici non sono infatti uniformi e obbligano spesso le aziende a confrontarsi con procedure amministrative diverse da Paese a Paese.

Per chi vuole concorrere fuori dai propri confini nazionali questo può tradursi in nuovi adempimenti, documenti da ripresentare, controlli già effettuati da ripetere e costi legati anche alle traduzioni e all’interpretazione delle diverse normative. A ciò si aggiungono, in alcune realtà, requisiti che finiscono per favorire chi possiede già un’esperienza professionale maturata nel mercato locale.

Il divario emerge anche dall’esperienza delle imprese. Nel caso di RINA Consulting citato nello studio, in Italia circa quattro gare su dieci hanno esito positivo per la società, mentre negli altri Paesi dell’Unione la proporzione si riduce a circa una su dieci.

La conseguenza è un mercato degli appalti pubblici europei che rimane ancora poco integrato, nonostante le opportunità offerte dal mercato unico.

Per affrontare il problema, gli studiosi propongono l’introduzione di un meccanismo europeo di riconoscimento preventivo delle qualificazioni degli operatori. Le imprese potrebbero così disporre in anticipo di una certificazione utile per accedere alle gare pubbliche negli altri Stati membri.

Una soluzione di questo tipo potrebbe semplificare la partecipazione alle procedure transfrontaliere, limitando la duplicazione degli adempimenti e alcune delle barriere che oggi rendono più complesso concorrere negli altri Paesi dell’Unione.

w

Hai bisogno di una consulenza
MePA e CAT,
o chiedere info sul Servizio Esperto risponde?

Parla con un esperto
+39 392 3160799

 

 L'Esperto risponde

Scopri il servizio personalizzato rivolto alle imprese e alla PA in materia di acquisti nella Pubblica Amministrazione

Share This

Condividi sui social

Condividi questo contenuto con i tuoi amici!